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Higgiugiuk la lappone
il cielo quassù è una tasca di pioggia
higgiugiuk

  

 Neutral Milk Hotel
 In the Aeroplane Over the Sea

 [Merge; 1998; r: Merge/Domino; 2005] 
 
 



TRACKLIST
  1.  The King of Carrot Flowers Pt. One (2.00)
  2. The King of Carrot Flowers Pts. Two and Three (3.06)
  3. In the Aeroplane over the Sea (3.22)
  4. Two-Headed Boy (4.26)
  5. The Fool (1.53)
  6. Holland, 1945 (3.12)
  7. Communist Daughter (1.57) 
  8. Oh Comely (8.18) 
  9. Ghost (4.08) 
  10. Untitled (2.15) 
  11. Two-Headed Boy Pt. Two (5.13)

                                                                                                                             
                                                                                                                       “Place your body here

                                                                                                                         Let your skin begin to blend itself with mine”

                                                                                                                         NEUTRAL MILK HOTEL, Oh Comely

 

Nel 1998 esce per la prima volta questo disco dalla copertina bizzarra: un ritratto di un’estate lontana, negli anni ’30 o ’40, dove spicca una donna, in abito stellato, il cui  volto è indecifrabile, sostituito da un cerchio chiaro, sfumato di giallo. Una pergamena.  La pelle opacizzata di una vecchia percussione. La sagoma della luna, dove vanno a finire tutti i sogni.  Dietro il nome di Neutral Milk Hotel si nasconde il cantautore Jeff Mangum dallo stato della Louisiana nel profondo sud americano. Dietro la luna di pergamena c’è probabilmente il volto infantile di Anna Frank, consegnato alla storia e all’immaginario collettivo dalle ceneri della seconda guerra mondiale.  In the Aeroplane Over the Sea nasce infatti dall’incontro di Mangum con la vicenda della Frank: rimasto folgorato dalla lettura del diario, inizia ad avere strani sogni riguardo una famiglia ebraica negli anni Quaranta. Il risultato sono le undici tracce di questo piccolo capolavoro della musica indie. Tuttavia Anna Frank non diventa, come si potrebbe pensare, un simbolo delle atrocità della guerra, ma lo spettro dell’infanzia e dell’adolescenza, sia nelle loro incomunicabili angosce che nelle gioie, nel confronto con il mondo iscritto nel proprio corpo e in quello dell’altro. Quando eri ragazzo eri il Re dei Fiori di Carota - l’apertura dell’album indica subito la dimensione in cui ci stiamo immergendo:l’universo normalissimo eppure straordinario, dove regnavamo protagonisti - ogni cosa era una dilatazione del nostro pensiero, una carne mutevole da attraversare. Il diario infatti, al di là della storia in cui è incastonato, ci restituisce il microcosmo degli adulti spiato da dietro una porta; i tormenti e i desideri di Anna, l’attenta osservatrice di dettagli, la ragazza la cui prima preoccupazione non era la guerra, ma la sete di futuro e di coloro in cui meglio si disegna. L’unica ragazza che io ho mai amato, nacque con le rose dentro gli occhi, canta Mangum in Holland, 1945,  la canzone più rockettara dell’album e quella più marcatamente dedicata ad Anna e alla sua famiglia. Sono, queste rose, destinate a sfiorire, ma anche a ricomporsi nella trama resistente di quella particolare memoria, quell’anima mundi, in cui esseri umani che non si sono mai conosciuti si mescolano, stanno uno accanto all’altro. Allora la guerra e la morte reali di Anna, rappresentano soprattutto la fine della giovinezza e l’incapacità di comprendere una società adulta dove  il marchio distintivo del singolo individuo viene cancellato fino ad una grigia conformità.  Nell’ideale viaggio nel tempo di Mangum, si affiancano ad Anna figure di favolosi e inermi diversi. Il Fool, lo sciocco, ma anche il matto-saggio dei tarocchi, dell’omonimo brano strumentale: colui che entra nell’esistenza pieno di incontrollato potenziale. La ragazzina di Communist Daughter, dove all’apparente vena politica del titolo segue la storia della scoperta della propria identità e della sessualità quasi sussurrata in un linguaggio onirico e intimo, che descrive il paesaggio come un corpo pronto ad aprirsi (l’acqua piena di alghe in cui si muove la protagonista, le cime delle montagne macchiate di seme). Il formidabile individuo a due teste di Two-Headed Boy, chiuso in una giara di vetro, con “un ago che canta nel cuore” e mani sconosciute che ne percorrono la spina dorsale nell’oscurità. L’adolescente inquieto, il corpo-mostro lacerato in due, ancora pregno di attese infantili e già avviato nell’era adulta, ripugnante e ostile quanto carica di inimmaginabili promesse.  L’immaginario dell’opera non si stacca mai dalla fisicità dei personaggi e delle storie raccontate: noi siamo i nostri corpi, ci viene costantemente suggerito. Anche il Gesù invocato nella seconda traccia si sporca nella malinconia terrena di una voce e viene travolto da un ritmo in crescendo, dall’inarrestabile voglia di essere qui, presenti. Noi siamo i nostri corpi che si danno forma l’uno con l’altro e quando qualcuno si perde, non è mai troppo lontano che va ad abitare, ci sprofonda dentro come acqua, come dita che scandagliano la bocca di un amante per tenerne le parole. Dio stesso è solo un luogo dove abbiamo pace (Two Headed Boy. Pt. Two).e, viene da intuire, un luogo dove siamo già stati: un punto nel corpo, un ricordo che ci riporta tra ciò che amiamo, dove le cose non possono svanire. 

Ascoltando In The Aeroplane Over The Sea ho pensato che Jeff Mangum è un po’ come Billy Pilgrim, il personaggio principale di Mattatoio N°5, il capolavoro di Kurt Vonnegut, che tenta di raccontare un altro degli orrori della seconda guerra mondiale: il bombardamento di Dresda. Alla realtà storica si affianca la fantascienza: Billy Pilgrim, soldato involontario, incapace di usare una qualsiasi arma, scopre di poter viaggiare nel tempo e viene in seguito rapito dagli abitanti del pianeta di Tralfamadore, che hanno una teoria alquanto interessante riguardo allo spazio temporale.  Per i tralfamadoriani la morte non esiste, le vite non scorrono linearmente verso una fine, ma sono costellate di attimi, dove le persone vivono per sempre.  La tragedia e il dolore non si possono evitare, esattamente come non si evita la gioia – fanno parte della memoria (non del tempo) e la loro presenza ci aiuta a scegliere dove e a chi meglio apparteniamo. Come Billy da Tralfamadore, Mangum dal suo fantastico aereo guarda il destino su cui stiamo a galla, trova la forza o la spensieratezza o entrambe per dirsi che la morte è solo uno dei tanti giorni di una vita dove  possiamo ancora contare ogni cosa bella da vedere, l’amore a venire tra le braccia di chi ci teniamo accanto.  Allora tornando a guardare il volto misterioso della donna in copertina, metà carta di pergamena, metà luna dei sogni meravigliosi, mi accorgo che tutto è chiaro. Non è in realtà l’astro notturno in cui trovare rifugio, per non subire il mondo e il futuro, ma il cerchio del sole, la cui luce si divide e riflette sopra di noi.


THE KING OF CARROT FLOWERS Pt. One.
IN THE AEROPLANE OVER THE SEA

HOLLAND, 1945
COMMUNIST DAUGHTER

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Nascondiglio: la soffitta di puck
Allo specchio: enthralled enthralled
Suoni in trappola: in the aeroplane over the sea

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higgiugiuk
 

 (Da bambina dopo aver assistito la mia gatta durante il parto decisi che avrei fatto la veterinaria. Crescendo ho cambiato mira, ma il rapporto speciale con gatti, cani e tutti gli animali in genere è rimasto - anche durante la mia vita a Londra, mi sentivo a casa nei parchi andando a far visita ai piccoli delle anatre canadesi, agli scoiattoli, alla goffaggine dei corvi. Non so immaginare un mondo senza animali, perciò questo libro che narra di un paese tristemente incantato dove non si sente nemmeno il canto del più minuscolo grillo, mi ha subito attratto. E' una fiaba sulla diversità,sul rispetto e sul coraggio di essere se stessi allo scoperto, senza fughe in mondi personali - tanto meravigliosi quanto autistici). 
 


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Nascondiglio: fuori dal bosco
Allo specchio: grateful grateful
Suoni in trappola: Frosti, Bjork

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higgiugiuk

Si fanno le valigie per qualche giorno. Per emigrare in Maremma, al mare, o meglio in pineta dove in genere trascorro quasi tutta la giornata, se non sono in acqua. 

 Ecco i libri che mi porto dietro - la sfida è leggerli tutti (ma realisticamente non credo di farcela in poco più di una settimana...)!

Tre romanzi, un testo di filosofia e un libro di racconti (Munro), che  ho già iniziato...

  

Martin Millar, LONELY WEREWOLF GIRL (London: Meadow&Black, 2007)

Kurt Vonnegut, MATTATOIO N°5 Trad. Lugi Brioschi. (Milano: Feltrinelli, 2005)

Carlo Michelstaedter, LA PERSUASIONE E LA RETTORICA (Milano: Adelphi, 1999)

Alice Munro, IL PERCORSO DELL'AMORE Trad. Susanna Basso, Silvia Pareschi.(Torino: Einaudi, 2005)

Richard Yates, REVOLUTIONARY ROAD. Trad. Adriana Dell'Orto. (Roma: Minimum Fax, 2003)


Intanto la canzone di apertura dell'ultimo album degli Okkervil River (The Stage Names).

Our Life Is Not A Movie Or Maybe.

It’s just a life story, so there’s no climax (WILL SHEFF)

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Nascondiglio: il baule, ovvio
Allo specchio: confused confused
Suoni in trappola: chiavi e lucchetti e onde in lontananza

2 tracce or Lascia una traccia!
higgiugiuk
 
Inizia l'avventura del mercoledì  in soffitta con il gatto maldestro Puck! 
Dal diario segreto di Puck: la soffitta è il luogo dove si è più vicini al cielo, con tutta l'immaginazione che ci vola in mezzo, eppure si è dentro le mura di casa, tra ciò che ci è familiare e che meglio conosciamo. 

   Iniziamo da un libro. Anzi, no, iniziamo da un albero. Un albero e un bambino che si amano. Sarà capitato anche a voi di salire su un albero, di abbracciarlo, di sentirsi liberi lassù tra le foglie o non pensare più a nulla, seduti nella sua ombra. Il bambino diventa un ragazzo, poi un uomo, poi un vecchio.  Più cresce più aumenta la sua inquietudine: il suo mondo diventa insufficiente o forse semplicemente non riesce più a vederlo con gli occhi stupiti di quando era piccolo. Ma l'albero che dona (the giving tree in inglese) lo vede sempre uguale, si china su di lui, spoglia se stesso per le necessità del ragazzo, come se accudisse lo stesso bambino, dal primo giorno all'ultimo.  Perché ciò che si cerca lontano spesso è molto vicino, è là dove si impara ad accettare la vita così com'è.  Un libro bellissimo e commovente - da regalare a chi si vuole bene. A me è stato regalato un giorno d'estate, alla stazione di Pistoia da un'amica, con un pezzo di corteccia per ricordarmi ancora che gli alberi sono la meraviglia, la pazienza, i nostri fratelli maggiori.

(SHEL SILVERSTEIN, L'ALBERO. Salani, 2000).

p.s. Shel Silverstein oltre che illustrare e scrivere storie, ha collaborato con i Rolling Stones e vive su una barca...

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Nascondiglio: la soffitta di puck
Allo specchio: artistic artistic
Suoni in trappola: le foglie che cadono

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higgiugiuk

"Era il borsellino di un bambino
pieno di cose inutili"
Michael Hartnett



    

    Miracle Fortress
    Five Roses

    (Secret City; 2007)
     
 




TRACKLIST

Whirrs 
Have You Seen In Your Dreams 
Next Train 
Maybe Lately 
Beach Baby 
Hold Your Secrets To Your Heart 
Little Trees 
Poetaster 
Five Roses 
Blasphemy 
Fortune 
This Thing About You

Five Roses

è l'album d'esordio dei Miracle Fortress
di  Montreal, in realtà un one-man band, Graham Van Pelt, autore e polistrumentista.   Me ne sono
innamorata al primo ascolto: la musica, gli inserti elettronici  conducono in un mondo infantile e nostalgico,  una visione colorata che sfuma e svanisce solo per entrare in noi più profondamente.  

  Questo è un album con cui "parlare", come capita quando distrattamente sembriamo discutere con nessuno, sotto un albero o per strada, credendo di non essere visti e passando per svitati purosangue. Ma in realtà stiamo solo ascoltando i noi stessi da piccoli, chiusi come un folletto nella stanza del cuore. Ci diciamo dei nostri fallimenti e delle cose inutili e assurde in cui ci ostiniamo a credere, ci facciamo la severa autocritica e nel frattempo proteggiamo le segrete aspirazioni come sassi, minuscoli giocattoli, castagne nelle tasche.   Sempre sul bordo che divide il sogno dalla malinconia.

Dove ascoltarlo:

- tra i mucchi di foglie d'autunno.
- in un parco giochi vuoto.
- all'ombra del proprio orto.
- davanti alla bottega di un rigattiere.
- nella Locanda di Madre Sambuco.

HOLD YOUR SECRETS TO YOUR HEART

POETASTER

HAVE YOU SEEN IN YOUR DREAMS



RECENSIONE SU SENTIREASCOLTARE





 

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Nascondiglio: la locanda di Madre Sambuco
Allo specchio: enthralled enthralled

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higgiugiuk


 
SIGUR ROS - Von - Sigur Ros









  
  BJORK -Amphibian 









  COCTEAU TWINS - Song to the Siren








 BRIAN ENO & DAVID BYRNE - My Life in the Bush of Ghosts - Mountain of Needles




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Nascondiglio: tra i flutti del catino azzurro
Allo specchio: creative creative

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higgiugiuk

 
Nel 1911 Johan Turi scrisse la VITA DEL LAPPONE, per descrivere al governo svedese le tradizioni e la storia del popolo lappone, tutt'uno con la terra, ma maltollerato da norvegesi, finlandesi e svedesi. Nel libro Turi descrive la condizione del nomade, di un popolo che appartiene alla natura in cui vive, alla sua ferocia come alla sua meraviglia, senza mai avanzare la pretesa del possesso. Sono raccontati i rapporti con gli animali, al pari dell'uomo che se ne serve, dalla renna, al cane, all'orso, all'odiato lupo. Ne emerge un ritratto pieno di ironia e di compassione, la voce degli ultimi, per geografia e storia, del nostro continente, una sommessa, ma tenace speranza che muove l'uomo che non si è mai sentito al centro del mondo.


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Nascondiglio: la teiera sbreccata
Allo specchio: touched touched
Suoni in trappola: l'acqua che bolle

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higgiugiuk



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Nascondiglio: sotto il rubinetto
Allo specchio: chipper chipper

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