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"Stando in piedi al centro di una cucina tutto ricomincia da capo e qualcosa ritorna". BANANA YOSHIMOTO, Kitchen.
La lettura di Kitchen tra cibi, cucine e il conforto di un tè caldo mi ha fatto pensare alla stanza dove vivo di più. La cucina è il contenitore di tutto ciò che diventa "noi": pasta, farina, sale e zucchero, verdure, bevande, biscotti a loro volta contenuti in barattoli, scatole e oliere disposti sulle mensole, nei mobili. Alle pareti della cucina sono appese varie decorazioni: coccinelle di ceramica, quadretti floreali, presine fatte all'uncinetto da mia madre, vecchi mestoli di legno, cuori di pasta di pane, calendari. Ho sempre letto, studiato, scritto in cucina - durante i pomeriggi o di notte con una tazza di tè o cioccolata calda nei mesi freddi e la televisione accesa, con il volume basso per compagnia. Da bambina mi piaceva stare sulla sedia in un angolo della cucina di mia nonna, chiusa tra il piccolo mobiletto di formica bianca ed il termosifone, sotto la mensola delle spezie e il calendario di Frate Indovino. Quando non c'ero io era il posto del gatto. In montagna invece, adoro la stufa di ghisa con il bollitore per non far seccare l'aria e la brace ardente che balugina quando apriamo lo sportello. La stufa su cui d'autunno si fan no le frugiate in una vecchia padella bucata, recuperata dal sottoscala. La stufa attorno a cui ci si raccoglie nell'inverno, quando fuori dalla finestra scende il buio di pece in attesa della neve. In un film meraviglioso, L'uomo di Aran del 1934 di Robert J. Flaherty, il padre del documentario, si racconta la vita di una famiglia di pescatori in una delle tre isole Aran, ad ovest della costa irlandese. Ogni giorno devono combattere contro una natura ostile, spaccare la pietra dell'isola per poter coltivare qualcosa (patate), usando una specie d'alga, il kelp, come fertilizzante. Il mare, su cui le barche si avventurano con qualsiasi stagione, è la speranza e la maledizione, ciò che allo stesso tempo nutre e distrugge, ma l'uomo non può alla fine che arrendersi alla meraviglia devastante delle onde, alla loro forza primitiva. L'unica scena domestica è ambientata attorno al focolare. Il bambino, il cane e l'agnellino stanno vicini, quasi addormentati, cullati dal rumore dell'acqua che bolle. John M. Synge, un drammaturgo irlandese del tardo ottocento, grande amico di William Butler Yeats, trascorse lunghi periodi nell'isola di mezzo, Inishman. Da questa esperienza nacque quello che forse è il suo capolavoro, The Aran Islands, uno straordinario diario-documento, dove l'arte della scrittura mescola folklore, antropologia e la poesia di un paesaggio estremo. In uno dei brani più belli del libro, Synge spiega cosa significa il focolare per questa gente. "Vivono qui in un mondo di grigiore, dove ci sono piogge sferzanti e nebbie ogni settimana dell'anno, e i loro angoli caldi vicino al camino, riempiti di bambini e ragazzine, acquistano un valore nella coscienza di ogni famiglia che è difficile da comprendere in luoghi più civilizzati". La cucina è il cuore della casa, dove ci sentiamo al sicuro: c'è un senso di protezione sospeso sul tavolo, nel sibilo della fiamma, nel gorgoglio del rubinetto. Poi ci sono le fiabe. Le streghe con i loro pentoloni piene di intrugli (e a volte bambini...); la Baba Jaga del folklore russo che vola in un mortaio agitando un pestello. I demoni della tradizione sciamanica che smembrano le carni dello sciamano per cucinarle e mangiarle così da trasmettergli i loro poteri ed in seguito riportarlo in vita, tramite la ricomposizione delle ossa. Allora la cucina è simile all'antro segreto del bosco, dove avviene la più incredibile delle esperienze. La morte stessa solo un luogo dove si osserva (dal bianco dell'osso, dall'anima, dalla visione del sogno) il proprio corpo prendere posto tra tutte le cose che si trasformano e conservano.
Musica del giorno:
Sigur Ròs_AGAETIS BYRJUN_Olsen Olsen My Little Airport_ZOO IS SAD, PEOPLE ARE CRUEL_When I Listen To The Field Mice
Tags: aran, cucina, flaherty, kitchen, synge Nascondiglio: nel fumo del bollitore Allo specchio: contemplative Suoni in trappola: MY LITTLE AIRPORT, When I Listen To The Field Mice/ SIGUR ROS, Olsen Olsen
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Name: higgiugiuk
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APPUNTAMENTI!: Mercoledì in soffitta. In collaborazione con Puck il Poogie, detto Il gatto . Ogni mercoledì il fidato (si fa per dire) Puck mi porterà qualcosa di speciale dalle sue esplorazioni nelle soffitte marce: un libro, un oggetto, un ricordo, di cui vale la pena parlare... Tags (Le pietre di Pollicino): la soffitta di puck, l'avventura del mercoledì.
 PER SAPERNE DI PIU':
http://blogactionday.org






In ascolto OKKERVIL RIVER, The Stage Names (2007) NEUTRAL MILK HOTEL, In The Airplane Over The Sea (1998) CARIBOU, Andorra (2007) MIRACLE FORTRESS, Five Roses (2007) MUM, Go Go Smear The Poison Ivy (2007) ANIMAL COLLECTIVE, Strawberry Jam (2007) ARCADE FIRE, Neon Bible (2007) HANDSOME FURS, Plague Park (2007) MY LITTLE AIRPORT, Zoo Is Sad, People Are Cruel (2007) GOGOL BORDELLO, SuperTaranta! (2007) ARCHITECTURE IN HELSINKI, Places Like This (2007) STARS, In Our Bedroom After The War (2007) ISLANDS, Return To The Sea (2006)

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      Nel giardino del cuore ci sono molte cose riposte, ma non dimenticate. HANS CHRISTIAN ANDERSEN
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